Riceviamo e pubblichiamo
“Racconti sulla Strada” di Maurizio Lorenzi
L’unica cosa che dovete fare è sfogliare le prime pagine del libro, varcare la soglia e poi lasciarvi prendere per mano dall’autore. Vi accompagnerà in un viaggio, che altrimenti non avreste mai immaginato. Fuori da ogni aspettativa e preconcetto.
Non fermatevi al titolo, perdereste certamente l’occasione di percorrere nello stesso giorno un itinerario improbabile sulle rotte dello spazio e del tempo. Partire dalla riva di un mare, coi piedi nella sabbia cullati da uno splendido tramonto e trovarvi, zigzagando avanti indietro, quasi in modo schizofrenico, ma stranamente ordinato a percorrere i vicoli di Parigi, in agosto, respirando l’aria di Montmartre; catapultarvi nelle strade siciliane sotto un sole cocente, e poi di corsa, a perdifiato in un inseguimento per le vie della città, una qualsiasi, per poi fermarvi a cogliere le confessioni di un bambino nell’ingenuità e calma della notte; tornare indietro a 13 anni quasi 14, sotto l’effetto di un’insolita ipnosi e domandarvi, del senso della vita e del potere di Dio. E …schizzare d’improvviso sulla vetta di una montagna, con il naso schiacciato contro il vetro di una baita, accompagnando con lo sguardo la neve che scende, morbida e delicata, con movimenti sinuosi fino a toccare la terra.
E riderete, e vi commuoverete.
In questi racconti toccherete con mano un po’ di vita che in fondo è anche un po’ la vostra. C’è un solo particolare…non possiamo essere tutti poliziotti con il dono di scrivere e capaci di catturare con la punta della penna ricordi, a volte relegati nelle pieghe della memoria e attimi struggenti che penetrano il cuore con il preciso scopo di cambiarti…per sempre, gli occhi attraverso cui guardi il rapido, lento, film della vita
Buon Viaggio. A tutto Gas…con una buona scorta di musica.
La prefazione di Vittorio Feltri
Ci sono libri che hanno il sapore della verità. Maurizio Lorenzi è riuscito nell’impresa di scriverne uno. Ha avuto la forza di raccontare, con sincerità e pudore, le storie di ordinaria disperazione con le quali deve fare i conti un giovane poliziotto come lui. Lorenzi ha la mano sicura che solo l’esperienza diretta può regalare. E’ chiaro che conosce la materia. E che materia. Le notti insonni trascorse sulle volanti. La paura di essere ucciso. Il gusto amaro delle sigarette. La ruvida ma sincera amicizia tra colleghi. Il rispetto per chi è più anziano ed esperto. L’incoscienza con la quale si affronta il pericolo. La tensione che precede l’azione. Il dolore per chi è morto. La rabbia per le vite gettate via per un pugno di soldi. Gli incredibili errori giudiziari che mandano a monte il lavoro di anni. La burocrazia che ostacola le operazioni più semplici. Soprattutto il senso del dovere e i sacrifici che impone. In “Racconti sulla strada” troverete tutto questo e molto altro. Infatti, finito il turno, c’è anche la vita privata. Lorenzi ci accompagna, con ironia, nelle piccole gioie e delusioni quotidiane di un agente. Non è facile spiegare a chi ci sta accanto il significato delle proprie scelte.
Qualche volta si avrebbe voglia di fare la valigia e lasciarsi tutto dietro alle spalle. Alla fine, però, la coscienza impone sempre di restare.
C’è un altro aspetto da sottolineare. Il cittadino medio, come scrive Lorenzi, ha un’immagine grottesca delle forze dell’ordine. Chi è il poliziotto? Il bersaglio degli insulti allo stadio. O il rompiscatole che mette la multa in autostrada. Nel migliore dei casi è quell’uomo che si chiama per evitare guai peggiori o per rimediare a un disastro. In molti italiani, la diffidenza per la divisa è ben radicata. Non c’è bisogno di sforzarsi troppo per trovare conferma di questo atteggiamento nelle pagine di cronaca dei giornali. La storia delle manifestazioni di piazza è piena di episodi disgustosi.
Chi tira i sampietrini, o gli estintori, è un santo e un martire. Chi cerca di garantire ordine e sicurezza è invece un facinoroso che aspetta soltanto una scusa per menare le mani. E spesso, duole dirlo, una parte del mondo politico non trova niente di strano in questa impostazione. Anzi, la condivide e non perde occasione per farcelo sapere.
“Racconti sulla strada” distrugge ogni volgare stereotipo e offre un ritratto a tutto tondo di coloro che hanno scelto di servire lo Stato. Uomini pieni di dubbi e incertezze, come tutti. Ma pronti a dare la propria vita per salvare la nostra. Un “particolare” che molti fingono di ignorare.