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Quando passai davanti alla vetrina della libreria, dov’era esposto il libro intitolato “Il capitano Jens Munk” di Thorkild Hansen, rimasi inchiodata con il naso sul vetro a fissare oltre. In bella mostra la sua spettacolare copertina m’ispirava sensazioni forti; mi dissi subito che quello era il libro che faceva per me! Perché? Semplice! Il punto è che io amo l’idea dell’avventura, l’idea di una storia raccontata in acque aperte, l’idea del vento che gonfia fiocchi, maestre e rande di un veliero portato al largo dal destino, chissà dove, e l’idea dello scontro tra l’uomo e la natura in un ondeggiare tempestoso. Già! Proprio una bella copertina. Peccato che non c’entri nulla con il libro. “Libro”, non altro, perché non credo proprio che si tratti di un romanzo, anche se viene spacciato per tale. “Non credo” perché, di fatto, non lo so. “Non lo so” perché, a dire il vero, non sono mai riuscita a finire di leggerlo.
Avete capito bene! Sto commentando un libro non letto, o almeno non per intero, in quanto proprio non ce l’ho fatta. C’ho provato. Ma è stato difficilissimo anche solo arrivare a un quarto, o poco più, del volume. Quando mi sono resa conto che stavo ancora aspettando l’avvio della storia, ho capito che, in realtà, NON era il libro che faceva per me. Anche se di storia ce n’è molta, eccome. Forse persino troppa. Credo, infatti, che l’unico tipo di lettore predisposto a una simile lettura sia quello “storico”, amante delle liste infinite di date e nomi, siano essi di luogo oppure di famiglie intere; listati inseriti in un susseguirsi cronologico di eventi più o meno collegati tra loro, ma senza una benché minima tensione narrativa. Ma del contenuto di questa affermazione mi assumo tutte le responsabilità. La mia scarsa memoria, infatti, non mi aiuta certo ad apprezzare un’opera simile, a causa forse anche della lingua danese che determina tutti quei toponimi e cognomi, in un mix di date che complicano l’insieme… Non so, ma proprio non riesco a continuare la lettura di questo libro. Che dire ancora: la copertina… è proprio bella! Se vi può bastare…
Manuela Mazzi