Indubbiamente di matrice bukowskiana, Cosentino Domenico ha trasformato un’ispirazione letteraria nella propria espressione di scrittura: reale più che creativa. Sembra di vederle battere con violenta intenzione, quelle lettere caratteristiche della mitica Olivetti degli anni Trenta. Caratteri impressi con stanca energia su una carta un po’ ruvida, dopo una delle tante notti brave, a lasciare un segno forte ma imperfetto, come l’impronta delle vite raccontate nel libretto intitolato “Come unica amica una bottiglia sotto le ascelle”. Vite derelitte alla deriva di vizi portati all’estremo da “allegri beoni falliti”, come allo stesso autore piace descrivere i propri personaggi. Ma falliti più che per assenza di capacità, per la mancanza di occasioni, difficili da trovare in una Napoli vista dalla parte interna di una sporca finestra di un appartamento delle case popolari. Un sud dei giorni nostri messo talvolta a confronto con i bassifondi di una little Italy newyorkese degli anni Cinquanta.
Aiutato dal nastro di inchiostro dell’antica macchina per scrivere, impregnato di nero e povertà, Cosentino fissa lo sguardo dove altri evitano di posarlo. La sua prosa, infatti, è carica di descrizioni scatologiche, che riproducono come fredde radiografie gesti quotidiani tra i più indecorosi: dall’ubriacarsi al vomitare, dallo scoreggiare al defecare, dal fare sesso alla violenza gratuita.
E lo fa attraverso immagini forti e non filtrate da alcuna metafora, quasi schiaffeggiando il lettore per disincantarlo e mostrargli l’altra faccia delle esistenze romanzate.
Ci vuole coraggio per descrivere certe realtà attraverso espressioni schiette e crude, e Cosentino ha dimostrato che di coraggio ne ha da vendere, dando il meglio in uno stile che forse non s’impara, bensì si vive, come Charles Bukowski insegna.
Il libretto conta una ventina di pagine dattiloscritte e rilegate a mano e… un libro come quello autoprodotto dall’autore non poteva che venir presentato in questa veste, fosse anche stato edito da una grande casa editrice. Perché conferisce da subito quell’aria di vicoli sporchi e fondi di bottiglia, che si respira leggendo i cinque racconti di Cosentino.

L’intervista che ho avuto modo di fare all’autore è un po’ particolare perché ho voluto rigirargli le stesse domande che lui mi aveva sottoposto per primo.
Eccovela…
Allora parlaci qui brevemente dei tuoi lavori.
Bene, anzi male, tutto è iniziato una calda notte di 6 anni fa. Scrivo da tempo ma solo da pochi anni ho avuto il coraggio di mandare le mie "creature" in giro. Il vero imput è arrivato quando una casa editrice ha accettato un mio lavoro. È stata una notizia bellissima, ricordo che mi tremavano le gambe ed ebbi la diarrea per 5 giorni. Ma non è tutto oro quel che luccica. L’editore mi ha fatto PENare un po’, è passato un anno e ancora nulla. Così mi son detto: se vuoi veramente una cosa, lavora affinché questa possa diventare realtà. Ho preso alcuni miei vecchi scritti, li ho riuniti in “COME UNICA AMICA UNA BOTTIGLIA SOTTO LE ASCELLE” ed eccoci qui.
Tra poco autoprodurrò delle mie vecchie poesie, quelle che leggo in giro, risalgono anch’esse a 4-5 anni fa.
Una curiosità personale, come hai iniziato a scrivere? Scrivi in un momento preciso della giornata?
Ho iniziato a scrivere per sfuggire alla merda quotidiana, per costruirmi uno spazio tutto mio, (io la chiamo la mia isola deserta), ma alla fine non è una vera fuga in quanto nei miei scritti c'è la mia merda quotidiana.
un tempo pensavo che, scrivendo queste sensazioni che mi “regalavano” solo rancore e dolore, esse sarebbero rimaste impresse sulla carta e non più nella mia mente: non è vero.
Di solito scrivo il pomeriggio, dopo le 18. C’è un motivo fisico. la mattina sono impegnato o lavoro o studio, e quindi solo il pomeriggio o la notte posso dedicarmi alla scrittura. Di solito durante la giornata annoto le varie idee su un piccolo blocchetto e la sera le definisco per bene sulla mia Olivetti. scrivo a macchina perchè ho un fastidio agli occhi e non posso rimanere troppo al PC. non scrivo con la penna perchè mi rompo le palle.
Sappiamo che con la scrittura non si diventa ricchi se non con delle speciali raccomandazioni, riesci ad andare avanti con i tuoi libri? Hai altre attività?
Purtroppo io sono cocciuto e voglio continuare a dedicarmi alla scrittura. Non voglio essere uno scrittore da weekend o da “carodiario”, ovviamente per il momento soldi non ne vedo. L'unica cosa che mi fa andare avanti è sapere che anche Orwell e Miller autoproducevano le loro prime cose, che erano all’inizio morti di fame. Per campare faccio piccole cose cuoco, cameriere, apprendista in una fabbrica di lampadari, imbianchino, studente fallito, ecc ecc.
Quali libri, o meglio, quali scrittori ti hanno maggiormente influenzato?
Vorrei fare il duro e dire baby è la strada che mi ha influenzato.
In realtà sono stato folgorato dagli scritti diretti, semplici, underground di Bukowsky, Henry Miller e Gerald Lockin. da scrittori italiani come Dazieri e Calligaris e dalle scritte che leggo nei cessi delle università di Napoli.
IL
23 FEBBRAIO ALLE 21.30
AVRà LOCO NELLA FAVOLOSA
LIBRI & DINTORNI
SITA IN VIA CANNAVINA 19, CAMPOBASSO
IL MIO NUOVO READING.
PRESENTAZIONE DI
COME UNICA AMICA UNA BOTTIGLIA SOTTO LE ASCELLE

E LETTURA DI VARIE POESIE.
IN PIÙ PICCOLA MOSTRA FOTOGRAFICA DI CHIARA PETRARCA.
PAROLE ED IMMAGINI PER UNA SERATA PIACEVOLE.
Incitato da Manuela inserisco qui di seguito informazioni sul mio primo scritto (tra breve seguirà un secondo libricino di poesie).
Qui sotto incollo la copertina del mio primo libricino autoprodotto "COME UNICA AMICA UNA BOTTIGLIA SOTTO LE ASCELLE".
Non mi piace parlare delle mie cose, quindi sarò breve. Questi racconti sono stati definiti (non da me) pulp/fetish, letteratura un po' forte. Solo per stomaci forti e persone dotate di un buon senso dell'umorismo. Per altre delucidazioni potete visitare il mio blog :
http://www.cosentinonico.splinder.com/
Il costo del libricino è di 5 euro comprese spese di spedizione. Ora vi incollo un commento di un ragazzo che ha letto le mie storie:
"Le tue parole erano uomini", per citare Nazim Hikmet. "Aggrediscono" il lettore, sono dirette, sincere, senza mezzi termini. Esprimono bene decadenza e stati d'animo.
paolo massari

A inizio aprile 2007 è uscito il mio terzo libro intitolato "Un gigolo in doppiopetto".
La confessione-denuncia di un giovane gigolo ticinese
al servizio di donne attempate della societĂ bene lombarda, comasca e ticinese in una storia vera.
Dalla recensione di Salvatore Feo su TicinoOnLine: "In un libro le scandalose rivelazioni di un gigolo. Trema l'alta borghesia ticinese.
Agenzie che reclutano giovanotti e ragazze. Festini a base di cocaina e sesso in ville ticinesi. Coinvolti avvocati, medici e politici. Ă il mondo di "Un gigolo in doppiopetto" il libro denuncia che mette in luce uno sconosciuto sottobosco ticinese".
ISBN: 978-88-902810-0-6
Chi desidera
acquistare il libro
"Un gigolo in doppiopetto"
- dalla Svizzera - è invitato
a scaricare
il seguente formulario:
oppure a prendere contatto
direttamente con me
via e-mail: fuori
quindi dalla blogosfera!
Grazie.
E-mail:
ss@tiomail.ch
photomamaedition@hotmail.com
Dall'Italia: