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In una grigia Milano, zuppa d’acqua per via dei temporali autunnali, il trentenne giornalista Enrico Radeschi, squattrinato freelance e hacker di media bravura, si ritrova invischiato in un bel rompicapo: un sottile fil rouge, la linea 1 della metropolitana, sembra allacciare un killer di prostitute, il suicidio/omicidio di un peruviano finito sotto uno dei convogli della città tentacolare e il tentativo di dare un’identità a un cadavere assassinato ripescato nel fiume Lambro. Nel fondo, dietro i particolari di cronaca che il nostro protagonista segue per un quotidiano milanese e per un sito specializzato, incombono anche l’ombra del terrorismo e di un traffico internazionale di droga. Questo l’intreccio del nuovo romanzo di Paolo Roversi, Blue Tango, noir metropolitano, esordio nel genere del giovane autore milanese, uscito a febbraio per Stampa Alternativa.
Radeschi fa coppia con il vicequestore Loris Sebastiani (figura complementare a Radeschi e co-protagonista del romanzo), donnaiolo impenitente, cultore di delizie enologiche e irriducibile masticatore di toscanelli, giusto per scaricare le tensioni professionali. I due hanno bisogno l’uno dell’altro: Radeschi è a caccia di indiscrezioni per sbarcare il lunario; Sebastiani non esita invece a servirsi del fiuto giornalistico del giovane e delle sue abilità informatiche per risolvere casi complessi. Ma nel loro rapporto c’è qualcosa di più: dietro la bruciante ironia e il reciproco sfottimento c’è una salda e importante amicizia virile. Entrambi i personaggi, in altro contesto, avrebbero corso il serio rischio della stereotipia, ma l’autore rivela mestiere e sensibilità aggiungendo particolari alla caratterizzazione – specialmente per Radeschi – che contribuiscono ad esprimere un ritratto realista e convincente col quale il lettore riesce ad identificarsi empaticamente.
Ci sono alcuni buoni motivi per consigliare la lettura di Blue Tango. La scrittura è piana ed efficace, priva di sbavature e ben ritmata, con il pregio di tener viva la curiosità del lettore di partecipare all’evoluzione dell’indagine poliziesca. Molto azzeccato il capitolo 30, dove Radeschi buca alcuni siti per ricevere informazioni, puntando sulla sua abilità di hacker e sulla sua conoscenza tout court delle debolezze umane. La prosa di Roversi tributa omaggio ai suoi gusti letterari: Bukowski (di cui è appassionato e studioso), ma anche Ellroy, Mc Bain, Highsmith, Carlotto e Lucarelli per fare dei nomi. E’ altrettanto lodevole la scelta di Roversi di non pigiare il tasto degli effetti speciali tipici di certo noir (l'estremo descrittivismo della scena del delitto e delle perizie, il vojeurismo un po' splatter che indugia sui particolari più raccapriccianti degli omicidi) per evitare di perdere di vista la storia, andando dritto al nocciolo nella migliore lezione del giallo italiano d’autore, come nel classico Scerbanenco o nei più recenti Biondillo e Colaprico. Da un iniziale andamento frammentario il puzzle si compone per gradi in un quadro unitario sotto gli occhi del lettore. Sopra tutto però mi sembra che la vera protagonista del romanzo sia Milano, città pulsante di contrasti, metropoli schizzata al carboncino da uno che la conosce e ne penetra le problematiche abitualmente, percorrendo itinerari poco “turistici” attraverso i suoi quartieri-dormitorio con l’intento di offrire un variopinto campionario di umanità marginale: piccoli criminali, spacciatori, studenti universitari male in arnese, extracomunitari, prostitute e papponi.
Paolo Roversi è nato nel
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ISBN: 978-88-902810-0-6
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A inizio aprile 2007 è uscito il mio terzo libro intitolato "Un gigolo in doppiopetto".
La confessione-denuncia di un giovane gigolo ticinese
al servizio di donne attempate della societĂ bene lombarda, comasca e ticinese in una storia vera.
Dalla recensione di Salvatore Feo su TicinoOnLine: "In un libro le scandalose rivelazioni di un gigolo. Trema l'alta borghesia ticinese.
Agenzie che reclutano giovanotti e ragazze. Festini a base di cocaina e sesso in ville ticinesi. Coinvolti avvocati, medici e politici. Ă il mondo di "Un gigolo in doppiopetto" il libro denuncia che mette in luce uno sconosciuto sottobosco ticinese".
ISBN: 978-88-902810-0-6
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