(Solo come un cane)
di
Domenico Casentino
Schietta, cinica, talvolta sleale, etica solo per il fatto di non essere ipocrita, ma molto reale, al limite della decenza umana: è la scrittura di Domenico Cosentino, Nico per i suoi lettori. Un giovane scrittore dall’anima pregna degli umori del sud, nel bene e nel male. Nico nel suo libretto di poesie «Alone like a dog (Solo come un cane)» non smentisce, ma anzi riconferma il suo stile bukowskiano.
Profonda tristezza e grande solitudine si mescolano a momenti più sereni, ma sempre descritti con una mano talvolta rude, altre sofferente, spesso arrabbiata, altre ancora scoraggiata, una sola volta felice. In un andirivieni dai ghetti europei, dove si trova un po’ di casa, Napoli, ma anche molti bassifondi parigini, Nico unisce due realtà metropolitane legandole all’esistenza di vite in agonia.
Un libro da leggere per respirare un’aria olezzante di una realtà che è meglio lasciarla vivere ai protagonisti che si raccontano, piuttosto che sentirsela addosso sulla propria pelle.
«Alone like a dog» però, a dispetto dell’ovvio, è alla portata anche di quei lettori più “raffinati” che non sopportano certe espressioni scatologiche caratteristiche di Bukowski, e di cui Nico non parsimonia. Perché tra il forte desiderio di dissacrare il perbenismo comune emerge anche il lato più sensibile dello scrittore, quasi come se la poesia a carattere più scatologico servisse solo a bilanciare e sdrammatizzare i contenuti tormentosi di una vita difficile da vivere.
Per info: http://cosentinonico.splinder.com/
Guardavo una farfalla bianca come il gesso, intrufolarsi nell’aria caraibica di questa primavera.
Trottava verso la torre Velasca, sembrava nervosa. Voleva scalare il colosso di cemento?
Erano giorni che non riuscivo a smettere di litigare con me stesso. Lo stadio finale era giunto: non mi sopportavo.
E non riuscivo a togliermi dalla testa quel libricino che avevo trovato nella casella della posta.
L’avevo letto e riletto, tanto da saperlo quasi a memoria.
In quella giornata, l’unica cosa che non mi dava noia, era uno di quei racconti strampalati, si chiama: “Una storia normale”.
Parlava di me. Di quelli che come me sono arrivati alla fine di un ponte.
Le parole che mi avevano colpito erano: “Faceva fatica ad alzarsi dal letto. Aveva paura. Ma era anche un po’ felice.
Doveva fare questo grande viaggio.
La prima volta che saliva su un aereo.
Avrebbe visto cose nuove, forse avrebbe sorriso.
Sorridere?
Da quanto tempo non lo faceva più?”.
In Porta Romana vidi la mia prima fidanzata.
Il sorriso più delizioso che avessi mai incontrato.
Disse: “Ho rotto con mio marito”.
“Non mi è mai piaciuto”.
“Neanche a me”, replicò divertita.
“Cosa fai?”.
“Parto per il Messico, ho due biglietti. Vieni con me”.
Dopo anni d’insensati dinieghi, pensai: perché no?
Lei disse: “Domani sono sotto casa tua con il taxi, alle sette”.

SU GRANDE RICHIESTA, HO RIUNITO ALCUNE POESIE PRESENTI SUL BLOG
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ALCUNE POESIE CHE LEGGO IN GIRO, TUTTE SCRITTE ANNI FA, IN UN PICCOLO LIBRICINO
ALONE LIKE A DOG
NON COMPRATELO,
è UNA CAGATA PAZZESCA.
PS: COSTA 3 EURO, + S.P. PER AVERNE UNA COPIA CONTATTATEMI IN PRIVATO, E NON ROMPETE I COGLIONI.
IL PROGETTO GRAFICO è A CURA DI CHIARA PETRARCA (LA STESSA GRAFICA DEL PRIMO LIBRICINO, LA BRAVA FOTOGRAFA CHE è COMPARSA QUALCHE GIORNO FA SU UN MIO POST), PER CONTATTI :
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A inizio aprile 2007 è uscito il mio terzo libro intitolato "Un gigolo in doppiopetto".
La confessione-denuncia di un giovane gigolo ticinese
al servizio di donne attempate della societĂ bene lombarda, comasca e ticinese in una storia vera.
Dalla recensione di Salvatore Feo su TicinoOnLine: "In un libro le scandalose rivelazioni di un gigolo. Trema l'alta borghesia ticinese.
Agenzie che reclutano giovanotti e ragazze. Festini a base di cocaina e sesso in ville ticinesi. Coinvolti avvocati, medici e politici. Ă il mondo di "Un gigolo in doppiopetto" il libro denuncia che mette in luce uno sconosciuto sottobosco ticinese".
ISBN: 978-88-902810-0-6
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